Attento alla fregatura.
Devo ammetterlo: ho un debole per questa categoria.
Coach, operatori olistici, formatori, terapeuti, consulenti… insomma, tutte quelle persone che lavorano con l’evoluzione e la trasformazione dell’essere umano.
Ne faccio parte anch’io.
E negli anni ho avuto l’onore di allenare diversi colleghi, cosa che considero particolarmente gratificante. Quando un coach sceglie di affidarsi a te, significa che riconosce valore, competenza, energia… e soprattutto riconosce che puoi aiutarlo a fare un salto.
Tra l’altro, alcuni di loro hanno anche frequentato il New Life Project, il percorso in cui insegno l’Alchimia Moderna, si sono certificati con me e oggi utilizzano regolarmente questa tecnica nelle loro sessioni con i clienti.
Quindi sì: quando parlo di queste dinamiche, lo faccio con esperienza diretta.
Quando un potenziale cliente non parte…
Qualche giorno fa alcuni amici e colleghi coach si lamentavano di una situazione molto comune:
“Le persone vogliono fare coaching, sembrano convinte… ma poi non partono. Rimangono sulla soglia.”
E questa cosa mi ha fatto riflettere.
Perché è vero: quando qualcuno non accetta una nostra proposta, la prima cosa da fare è farsi delle domande.
Il nostro lavoro, dopotutto, è comprendere, osservare, analizzare e risolvere.
E la verità è una sola:
non dobbiamo mai smettere di lavorare su noi stessi.
Mai.
Dobbiamo elevare continuamente:
-
il nostro livello energetico
-
la nostra consapevolezza
-
le nostre competenze
-
la nostra presenza
Perché se non cresciamo noi… come potremmo mai aiutare gli altri a rompere i loro schemi limitanti?
E no, non è mettendo in pratica due tecniche che si diventa un bravo coach.
Chi fa questo lavoro lo capisce subito: la differenza non la fanno le tecniche.
La differenza la fa chi sei mentre le usi.
L’impatto energetico che produci.
La verità che nessuno vuole sentire
Ora ascoltami bene.
Se una persona non sceglie me, oppure continua a rimandare e resta “a metà”, significa che a qualche livello non è convinta.
E ricordiamoci una cosa fondamentale:
Le persone decidono in pochi istanti.
La decisione non avviene dopo giorni di ragionamenti.
Non avviene dopo mille messaggi.
Non avviene dopo la seconda call.
Avviene in pochi secondi.
L’essere umano funziona così: a livello profondo, istintivo, emozionale, la scelta viene presa subito.
Poi la mente… comincia a vagare.
E cerca di costruire una spiegazione logica e razionale per giustificare quella decisione.
Non lo dico io.
Lo dicono decenni di studi, ricerche, psicologia comportamentale, neuroscienze.
Quindi attenzione: il lavoro di acquisizione avviene prima.
Quando hai la persona davanti, spesso i giochi sono già fatti.
L’energia, le vibrazioni, la percezione… hanno già parlato.
E questo avviene in ogni compravendita.
In pochi secondi la persona ti “compra” oppure no.
Compra il tuo servizio.
Compra il tuo prodotto.
Compra la tua energia.
Oppure no.
Punto.
Perché non ti scelgono? A volte è colpa tua (ed è giusto ammetterlo)
Chiariamo subito una cosa:
a volte la persona non ci sceglie perché non sente che siamo all’altezza.
A volte non percepisce abbastanza preparazione.
A volte non sente fiducia.
A volte non sente feeling.
A volte non sente quella sicurezza interiore che fa dire:
“Ok. Mi affido.”
E in quel caso la cosa migliore da fare è una sola:
crescere.
Diventare sempre più solidi.
Sempre più affidabili.
Sempre più presenti.
Sempre più capaci.
Ogni giorno.
Perché questo lavoro richiede responsabilità, e la responsabilità richiede evoluzione.
Ma attenzione all’inganno…
Ed ecco la parte che molti non vedono.
Perché a volte, il motivo per cui una persona non parte con te è esattamente l’opposto.
Non è che non ti considera abbastanza bravo.
È che, a qualche livello sotterraneo, ti percepisce troppo efficace.
Sì, hai letto bene.
Alcune persone non iniziano perché sentono che con te dovrebbero cambiare davvero.
E questa cosa li terrorizza.
Perché finché restano sulla soglia, possono continuare a raccontarsi una storia.
Possono continuare a dire:
-
“Sì, voglio cambiare…”
-
“Sì, voglio crescere…”
-
“Sì, voglio migliorare…”
Ma senza fare il passo.
E sai perché?
Perché iniziare davvero significa una cosa sola:
lasciare andare gli schemi.
Lasciare andare le maschere.
Lasciare andare l’identità vecchia.
Lasciare andare le abitudini tossiche.
Lasciare andare la zona di comfort.
E molti non sono pronti.
Quindi scappano.
Con scuse più o meno credibili che sappiamo bene non essere la vera causa.
Anche chi ha successo ha paura
Ricordiamoci un’altra cosa fondamentale.
Molti super manager, imprenditori, professionisti affermati o sportivi di alto livello… sono comunque esseri umani.
Hanno paure.
Hanno fragilità.
Hanno blocchi.
Hanno ferite.
E spesso vogliono raggiungere certi risultati, ma senza essere disposti a cambiare pelle.
Vogliono più fatturato, più successo, più benessere, più serenità, più equilibrio…
Ma solo a patto di non dover mettere mano a ciò che li tiene davvero bloccati.
E quindi succede questa follia:
“Voglio una vita migliore… ma non voglio cambiare nulla che mi faccia perdere il controllo.”
Capisci il paradosso?
Vogliono cambiare… ma solo quello che decidono loro
Molte persone sono disposte a mollare solo le zavorre che scelgono loro.
Non quelle vere.
Solo quelle “comode”.
Solo quelle che non toccano troppo gli equilibri.
Vogliono la trasformazione, ma senza attraversare il fuoco.
E quando capiscono che con te si fa sul serio… scappano.
Vanno a cercare qualcuno che li faccia sentire meglio, ma senza spingerli davvero.
Qualcuno che li assecondi.
Qualcuno che li faccia “lavorare” senza trasformarsi.
Vogliono il coach… ma vogliono comandare loro
È come uno che va in palestra e dice:
“Sì voglio un personal trainer… però la scheda la faccio io.”
Oppure:
“Sì voglio allenarmi… però niente fatica.”
Ecco cosa succede spesso nel coaching.
Le persone cercano un coach, ma vogliono manipolare la situazione.
Vogliono sentirsi guidati, ma senza perdere il controllo.
Vogliono risultati, ma senza cambiare identità.
Quindi attenzione: non farti fregare
Caro collega, cara collega…
A volte è vero: dobbiamo accettare che non siamo abbastanza preparati per quella persona.
Ma altre volte no.
Altre volte la verità è questa:
non ti scelgono perché con te non riuscirebbero a barare.
Perché con te dovrebbero guardarsi dentro.
Perché con te dovrebbero cambiare davvero.
Perché con te non potrebbero più raccontarsi scuse.
E questa cosa fa paura.
Quindi prima di buttarti giù, prima di dubitare di te, prima di dire “non sono abbastanza”…
Respira.
E chiediti:
“Mi stanno rifiutando… o si stanno proteggendo?”
Perché sono due cose molto diverse.
Continua così.
Questo è uno dei lavori più belli del mondo.
Ma ricordiamoci una cosa:
Le persone vogliono risultati… senza intaccare le loro certezze.
E quando capiscono che tu sei quello che può farli evolvere davvero, o si affidano… oppure scappano.
Ma tu non mollare.
Perché quando un essere umano cambia, tutto il mondo intorno a lui cambia.
E la gente felice rende migliore il mondo.
Avanti così.



