Il vero scopo dell’essere umano sul pianeta?
Raccontare la propria storia.
Riuscire a farsi ascoltare mentre la racconta.
Che poi, in fondo, significa realizzarla davvero.
Renderla concreta. Scaricarla a terra.

Veniamo al mondo urlando, piangendo.
E l’unica possibilità che abbiamo di sopravvivere è convincere nostra madre a nutrirci,
a darci affetto, riparo, protezione.
A prendersi cura di noi.
Solo così possiamo vivere e crescere.
E questo imprinting ce lo portiamo dietro per tutta la vita.
Siamo qui per raccontare e realizzare la nostra storia.
Ma c’è un passaggio fondamentale.
Già dal concepimento iniziamo ad assorbire le tematiche emozionali dell’ambiente che ci circonda.
Prima la madre, il padre.
Poi tutto il resto: famiglia, insegnanti, amici…
Ogni esperienza, soprattutto nei primi anni, lascia un segno.
Crea uno schema.
E quegli schemi diventano parte di noi.
Nel subconscio. Nel modo in cui pensiamo, reagiamo, viviamo.
In pratica, quegli schemi sono le parole, le energie, i punti chiave
della storia che siamo venuti a raccontare al mondo.
Ma qui arriva la vera sfida.

Far coincidere quella storia — quella e si è formata —
con quella originaria.
Con quella che, in qualche modo, sentiamo di aver scelto.
C’è chi si accontenta.
Chi si ferma alla storia di base.
La prima che arriva.
E poi c’è chi si dimena.
Chi lotta.
Chi sente che quella storia non gli basta.
E vuole raccontarne un’altra.
Una che gli assomigli davvero.
Una che sia in connessione profonda con ciò che sente dentro.
Partiamo dal presupposto che ogni schema è utile.
Ogni schema è funzionale.
Fa parte del progetto.
E allora la domanda cambia.
Perché certe vite sono una costante lotta per la sopravvivenza?
Le parole che le colorano sono:
scarsità, paura, fatica, sacrificio, emergenza, problemi, insicurezza, stanchezza, frustrazione.
E forse tu ne conosci altre.
Poi ci sono vite diverse.
Vite in cui c’è una lotta, sì — ma per la conquista.
E lì le parole cambiano:
energia, entusiasmo, progetti, sfida, espressione, bellezza, audacia, vigore, vitalità.
Anche qui, potresti aggiungerne molte altre.
A te la scelta.
A volte riusciamo a lottare per i nostri sogni.
Altre volte è già tanto se riusciamo a sopravvivere.
Succede a tutti.

Ma la domanda resta:
rinunci o rilanci?
Strumenti come il coaching possono aiutare proprio qui.
A sovrapporre le due storie, a cambiare i pezzi che non sono allineati.
A trasformare ogni esperienza — anche la più difficile —
in qualcosa di utile.
In qualcosa che ti porta più vicino a ciò che sei davvero.
Alla fine è tutto lì.
Quale storia stai raccontando a te stesso
e al mondo?
Ti corrisponde o è quella che ti sei trovato a raccontare?
Le parole sono le tue?
